Il mio nome è Damiano Macaluso, e sono fotografo fin dall’età di 14. Una passione nata per caso innamorandomi di una valigia piena di macchine fotografiche e di obbiettivi posata sul tavolo di un ristorante dove lavoravo come cameriere. Da li un percorso di ricerca personale e di collaborazioni mi ha permesso di acquisire tecnica ed esperienza. Fotografo ancora con l’umiltà di quando ho cominciato, con molta sete di imparare e di sperimentare ancora…
Non ho un genere che prediligo fotografo ciò che in quel momento voglio raccontare.
Fotografo perché mi è più facile raccontare delle storie per le quali non so trovare le parole. Per questo nasce spontaneo in me il bisogno di concettualizzare ciò che osservo e l’immagine diventa un racconto e non più una semplice immagine. I miei scatti sono una sorta di diario…
Probabilmente non sono neanche un fotografo, ma un sognatore.. Né una bella fotografia né delle belle immagini, ma emozioni. L’immagine che racconto non è fatta semplicemente per essere guardata, ma per una passeggiata degli occhi, per penetrarvi, per fondersi in essa ed esserne completamente assorbiti.
Non mi piace mostrare tutti i lati delle cose ma lascio un margine d’indefinito. Attraverso lo scatto fermo il tempo e racconto solo l’essenziale, ciò che è per me in quel momento un’emozione tralasciando il superfluo, lascio solo quello che mi scatena una reazione ancestrale, quello che mi trasmette emozione, gioia, malinconia, felicità, tristezza, disperazione, disagio.
Lascio nelle mie opere le mie sensazioni. Non ho bisogno di cercare le mie immagini, ma semplicemente aspetto un’emozione e la fotografo