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Sardegna, un altro punto di vista

Published February 1st, 2013

Agosto 2012. In tutti i notiziari si è parlato delle miniere del Sulcis Iglesiente, della loro crisi e chiusura che si protrae ormai da decenni. gli animi si sono accesi, i pro e i contro sono stati gridati nelle piazze e nei luoghi istituzionali.
Ci siamo trovati in vacanza proprio lì e, sull'onda dei ricordi raccontati dai "vecchi" del paese, abbiamo fatto un giro nell'impianto di Porto Flavia.
Da Wikipedia: "Pur essendo un sito minierario non si trattava di una miniera, bensì (come indica il suo nome) di un porto d'imbarco del materiale estratto dalla montagna. Fu progettato dall'ingegnere Cesare Vecelli e realizzato nel 1924; prese il nome dalla figlia primogenita dell'ingegnere stesso. L'intera installazione portuale fu realizzata scavando all'interno della montagna a picco sul mare due gallerie sovrapposte, quella superiore da dove arrivavano i materiali estratti e quella inferiore da dove, per mezzo di un nastro trasportatore estraibile, il materiale veniva caricato direttamente sulle navi alla fonda. Tra le due gallerie erano sistemati nove enormi silos per lo stivaggio del materiale capaci di contenerne fino 10000 tonnellate."
http://it.wikipedia.org/wiki/Porto_Flavia
http://en.wikipedia.org/wiki/Porto_Flavia

La sicurezza...

All'ingresso veniamo forniti di protezioni e di lampade. E' un vero e proprio tour, insieme a noi una famiglia con nonne, zie, bambini.
Apettiamo la nostra guida al riparo di una tettoia di canne... il sole appena uscito, anche se ha piovuto per tre giorni di seguito, è comunque molto caldo.

L'ingresso

La nostra passeggiata inizia.

Camini infernali

Tra gli impianti dismessi, molto ben conservati, è possibile vedere i camini e i pozzi per mezzo dei quali il minerale veniva caricato sui nastri trasportatori.

Gallerie

Continuiamo a camminare. Stiamo percorrendo uno dei due corridoi, sovrapposti e paralleli tra loro.

Attrezzature e fatica

Non è possibile non pensare a quanto doveva essere dura la vita dei minatori...

Complessità

...Anche se questo era un impianto moderno e che aveva pompe di ricambio dell'aria e sistemi di sicurezza.

Solidità

Già solo la mole di alcune delle attrezzature la dice lunga.

A metà del giro

Stiamo per uscire alla luce, è finito il primo corridoio.

Uno sguardo al panorama

All'uscita del primo corridoio ci troviamo a guardare il Pan di Zucchero, l'isolotto-scoglio davanti alla spiaggetta di Nebida.

Verso l'uscita

Da questa apertura il minerale, trasportato dai nastri, veniva "precipitato" direttamente a bordo delle carboniere. La vicinanza dell'isolotto permetteva il carico con qualsiasi tempo, nonostante il vento di maestrale predominante nella zona.
Grazie alle scale superiamo il dislivello che ci separa dall'imbocco del secondo corridoio e lo percorriamo verso l'uscita.

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