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IN PUNTA DI PIEDI...

Published March 1st, 2012


Alla scoperta della preziosa fauna del Parco Nazionale Gran Paradiso - Valle d’Aosta – Vallée d’Aoste - Italia
Testo e foto di Troise Carmine – Washi, già Guardaparco del Parco Nazionale Gran Paradiso



In punta di piedi, perché è così che sono arrivato nell’incantevole Valle d’Aosta - Vallée d’Aoste.
In punta di piedi, perché è così che ho calpestato per la prima volta il suolo del Parco Nazionale Gran Paradiso, una tra le più antiche aree protette d’Italia (il P.N.G.P. fu istituito il 3 dicembre 1922), come a varcare la soglia di
un Santuario, con rispetto, ammirazione e devozione.
In punta di piedi ho percorso sentieri, ho lambito creste affilate e raggiunto vette imponenti con panorami mozzafiato, dove abita il vento, con me ad ogni passo, che sibilando mi ha baciato il volto provato dalla salita, avvolgendomi tutto ed entrando fresco nei polmoni accaldati. In tutte le stagioni, migliaia sono i metri di dislivello che ho percorso sulle montagne della Valle d’Aosta - Vallée d’Aoste e lungo i sentieri del Parco Nazionale Gran Paradiso, battuti o remoti e sconosciuti. La fatica è sempre ripagata, ora dalla commozione dinanzi a grandiosi paesaggi in cui l’occhio si perde nel contare, una dopo l’altra, le vette innevate, ora dall’inaspettato o cercato incontro con la preziosa fauna alpina: ed ogni volta, come la prima volta, una tenera emozione.
In punta di piedi ho incontrato, nelle loro dimore montane, numerosi esemplari di camosci e stambecchi, presenti in larga misura nel territorio del Parco; ancora più emozionante osservare la nascita dei piccoli dopo le
asprezze dell’inverno, ad esaltare il trionfo della Vita, la conservazione ed il suo rinnovamento. Ho osservato anche l’imponente volo del gipeto, la cui presenza nel Parco è ormai cospicua, e l’imperturbabile leggiadria dell’aquila,
l’ingenua purezza del capriolo, l’elegante maestosità del cervo, l’elusiva presenza dell’ermellino, la faceta curiosità della marmotta, la seducente diffidenza della volpe, la furtiva discrezione dello scoiattolo.
In punta di piedi ho potuto godere dei superbi colori delle albe e dei tramonti, che con il loro velo infuocato avvolgono le vette innevate, ammorbidendone le asperità e rivestendole, in quei magnifici momenti, del vestito più bello.
In punta di piedi ho potuto osservare i tiepidi raggi del sole dopo il temporale notturno, che, baciando con tenerezza la fronte delle antiche pietre, ne osannano l'immortalità e ne esaltano l’eterna bellezza.
In punta di piedi ho svolto il lavoro di Guardaparco nelle Valli del Gran Paradiso ed in particolare nel “Cuore del Parco”, ovvero nella Valsavarenche, dapprima in bassa valle, appena sotto il Colle del Mont Blanc, meraviglioso
spartiacque tra la Valsavarenche e la Valle di Rhêmes a quota 2.205 m. La vista dal vicino Mont Paillasse, alto 2.414 m, si estende sul Monte Bianco, la Plaine di Aosta e sulle montagne circostanti a 360°. Successivamente sono
stato destinato in alta valle, nella zona denominata Aouiller, un “nido d’aquila” sul Piano del Nivolet, a 2.776 m, balcone sul Massiccio del Granpa. In quella vasta area ho percorso il magico Plan Borgno e l’affascinante e segreto Vallone delle Meyes: una zona ricca di Laghi, creste e creature alpine. Il mio compito era quello di preservare i meravigliosi templi della Natura, adoperandomi affinché nessuno rovinasse la sua flora e disturbasse i suoi
abitanti “di piuma e di pelo” (Paul Gayet Tancrède alias Samivel, 1907 - 1992).
In punta di piedi e nel più assoluto rispetto ho carpito migliaia di immagini con la mia fotocamera, portando a casa emozioni indelebili che desidero trasmettere a quanti non hanno la fortuna di frequentare la montagna, la Valle
d’Aosta - Vallée d’Aoste ed il Parco Nazionale Gran Paradiso, dimora privilegiata per la fauna ivi esistente e luogo d’eccezione per godere di spettacoli della Natura, come gli affascinanti colori dell’autunno e il tappeto
degli aghi di larice lungo i sentieri, il verde vivido dei boschi, il bianco abbacinante dei paesaggi innevati, l’aria fredda del mattino, i vapori esalati dal terreno bagnato ai primi raggi di sole, la chiara luna, il rincorrersi delle
nuvole, il tambureggiare del picchio sui tronchi, udito in lontananza nel silenzio ovattato delle giornate di nebbia, la caduta morbida dei fiocchi di neve, il silenzio dei valloni nascosti interrotto soltanto dal magico suono dello
scontro dei possenti trofei degli stambecchi, che nel periodo invernale combattono per la supremazia sul territorio e sulla femmina contesa, il cielo
stellato, il fluire incessante e fragoroso delle cascate, l’affaccendarsi delle cince sui rami, il riflesso del Granpa nei laghi Trois Becs, la fioritura degli eriofori sulle sponde del Lago Leytaz, il colore che le loro acque assumono al
crepuscolo, la preziosa fauna stagliata sulle creste a mostrare la scura silhouette, il volo risoluto della pernice, i galli forcelli e la loro affascinante parata d’amore, la corsa della lepre alpina, il cielo terso o cosparso di nubi
minacciose, un temporale improvviso ed il sole che squarcia le nubi irradiando le goccioline di pioggia ancora sospese sorprendendo con i colori dell’arcobaleno. La trepida attesa del sopraggiungere della stagione autunnale per inoltrarmi nei boschi ormai colorati da tinte calde, dove ogni passo è accompagnato dal fruscio del manto spesso ed omogeneo di foglie avvizzite, e sorprendere all’alba i cervi in amore, udire incantato il loro
autorevole e penetrante bramito ed osservare estasiato dalle loro bocche la nebbia sottile dell’alito che si condensa al freddo del mattino, i palchi che si
sporgono indietro in tutta la loro solennità mentre nell’emissione del verso si reclina il capo. Tutto sembra fermarsi dinanzi a quel titanico grido di affermazione!
È in punta di piedi che ritorno ogni volta in montagna a raccogliere solo candide e pure emozioni, a seguire nuovi percorsi per cercare nuove prospettive, scorci sorprendenti, scenari che superano sempre l’immaginazione; a lasciarmi penetrare dall’aria pura e rigida delle vette o a
lasciarmi sedurre dagli odori e dai colori del bosco, ad ascoltarne i suoni armoniosi e gli inni intonati dai suoi schivi abitanti, ad aprire il cuore davanti alle distese di colore verde intenso delle praterie d’alta quota fino al limitare dei ghiacciai, a lasciarmi avvolgere dalle fitte nebbie delle valli e sentirmi loro parte integrante, a commuovermi alla percezione dei lampi di luce emessi a
sera dalle lucciole, alle goccioline di rugiada adagiate il mattino sui fili d’erba, allo splendore e alla perfezione di un fiore spontaneo, all’aspra ed impervia eppur così affascinante conformazione delle rocce che via via conducono lo sguardo fino alle vette quasi a toccare il cielo... Il sentimento radicato per quei luoghi fatica a gelare.
In punta di piedi, come ciascuno dovrebbe avanzare sulla nuda e nobile terra, la quale ci sostenta e ci governa, la quale ci offre spontaneamente spettacoli di indicibile bellezza e nella quale ciascuno può ritrovare solo
serenità, benessere e gioia. Solo colui che saprà porsi di fronte ad essa con animo nobile e rispettoso potrà riuscire a cogliere la grandezza e le meraviglie della Natura.
Preoccupiamoci di preservarla, il nostro futuro dipende da essa!



Pour Amour de la Montagne - Troise Carmine - Washi - Phone 340.9795323

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