Galleria Umberto I is a public shopping gallery in Naples, southern Italy. It is located directly across from the San Carlo opera house. It was built between 1887–1891, and was the cornerstone in the decades-long rebuilding of Naples — called the risanamento (lit. "making healthy again") — that lasted until World War I. It was designed by Emanuele Rocco, who employed modern architectural elements reminiscent of the Galleria Vittorio Emanuele II in Milan. The Galleria was named for Umberto I, King of Italy at the time of construction. It was meant to combine businesses, shops, cafes and social life — public space — with private space in the apartments on the third floor.

The Galleria is a high and spacious cross-shaped affair surmounted by a glass dome braced by 16 metal ribs. Of the four glass-vaulted wings, one fronts on via Toledo (via Roma), still the main downtown thoroughfare, and another opens onto the San Carlo Theater. It has returned to being an active center of Neapolitan civic life after years of decay.

The Galleria Umberto is the setting for The Gallery (1947) by the American writer John Horne Burns (1916–1953) based on his experiences as an American soldier in Naples shortly after the liberation of the city.

La zona su cui sorge la Galleria era già intensamente urbanizzata nel XVI secolo ed era caratterizzata da un groviglio di strade parallele raccordate da brevi vicoli, che da via Toledo sboccavano di fronte a Castel Nuovo. Questi vicoli godevano di cattiva fama in quanto vi si trovavano taverne, case di malaffare e vi si consumavano delitti di ogni genere. La fama conquistata nei secoli dalla zona si mantenne per quasi tutto l'Ottocento.

Negli anni ottanta del XIX secolo il degrado toccò punte estreme: nei vicoli si levavano edifici a sei piani, la situazione igienica era pessima e non fa meraviglia che tra il 1835 ed il 1884 in questa area si fossero verificate ben nove epidemie di colera. Sotto la spinta dell'opinione pubblica, dopo l'epidemia del 1884 si cominciò a considerare un intervento governativo.

Nel 1885 fu approvata la Legge per il risanamento della città di Napoli (quel periodo fu appunto detto del risanamento), grazie alla quale la zona di Santa Brigida ricevette una nuova definizione territoriale. Furono presentate varie proposte, il progetto che risultò vincente fu quello dell'ingegner Emmanuele Rocco, poi ripreso da Antonio Curri ed ampliato da Ernesto di Mauro successivamente. Tale progetto prevedeva una galleria a quattro braccia che si intersecavano in una crociera ottagonale coperta da una cupola. Le demolizioni degli edifici preesistenti (ad esclusione del palazzo Capone)[1] iniziarono il 1 maggio 1887 ed il 5 novembre dello stesso anno fu posta la prima pietra dell'edificio. Nel giro di tre anni, precisamente il 19 novembre 1890, la nuova galleria veniva inaugurata. (Wikipedia)

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