Adriana Soares

"Io sono ciò che creo..."

"PROFILO ESAURITO"

Se la felicità è un vapore sfuggente, una condizione momentanea, allora cosa c’è di meglio che poterla afferrare? Con la fottografia, ovviamente;))))

Vorrei iniziare parlando un pò di me,dato che questo è il Mio Spazio, della mia sensibiltà come persona e fotografa, forse è esagerato affermare che sia un’artista ma io mi considero tale, con le sue insicurezze, le sue inquietudini, le sue fragilità, a volte anche arrogante, permalosa ed estremamente presuntuosa. Pare strana ed inusuale la mia natura, ma non è così. Beh… questa è allacciata alla mia vita, al mio passato o forse è innato... c’è chi nasce, introverso, malinconico, furbetto, compagnone, geniale… io sono nata, non so come definirmi, ma preferivo stare da sola, disegnare, scrivere; strano, chi avrebbe mai detto che avrei fatto dei lavori che richiedono un comportamento opposto, prima la modella gira mondo ed a seguire la fotografa!
Detto questo: la radice di questa sensibilità, non ve la posso trovare, forse perché ho perso papà prematuramente, non lo so, ma c’è un ricordo importante, intenso e bellissimo, che tuttora mi rifugio quando c’è kaos. La cosa che mi piaceva di più da bambina, a seguire poi da adolescente e successivamente da donna era, chiudere gli occhi, scollegarmi ogni volta che ero malinconica ed affacciarmi dalla mia finestra, sentire il vento che vibrava gli alberi, spesso in fiore, mi inchiodavo lì a lungo, per la disperazione di mia madre, a sentire la brezza profumata sul mio viso e sui capelli, quel profumo, ogni tanto lo risento… è un po’ come tornare a casa! E lì fantasticavo mondi, futuro, cose semplici e straordinarie che solo una bimba ragazza poteva immaginare. In un certo senso sono rimasta quella lì, fortunatamente la vita con i suoi crudeli colpi a volte meritati a volte gratuiti, che però ti fanno maturare, non mi hanno del tutto cambiata. Certo, questo non vuol dire che sono una Peter Pan, no, questo no. Sono rimasta, quella bimba sognatrice e speranzosa che si arrampicava su un albero per rifugiarsi dal mondo e sentire il rumore del vento sulle foglie e creare qualcosa…

Ciò che faccio oggi è un po’ rifugiarsi su quell’albero, a casa mia, dove solo io posso raggiungere e nascondermi, dietro ad un soggetto, un colore, una forma, dietro la luce, dietro l’ombra… esprimendo, però, innanzi tutto e soprattutto sensazioni, emozioni… Me".
Un passato da modella ed un presente da fotografa.

"La fotografia mi ha sempre affascinata, è una forma d'arte molto attuale ed espressiva. La fotografia è strumentale alla mia enfasi creativa, è l'evoluzione più logica dal mio passato lavoro.La fotografia mi permette di esprimere emozioni. Amo la bellezza, cerco tramite le mie foto di colpire lo sguardo tramite la fusione di giochi di colore, di luce, di contrasti, di forme. Il mio soggetto non deve apparire mai banale, deve essere comunicante sia con lo sguardo sia con il corpo, ma mai volgare!

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