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Luca Della Savia

Chi sono?
All’anagrafe sono Luca Della Savia, nato a S. Vito al Tagliamento il 17 Ottobre 1993.
Io invece mi sento più Luche, un ragazzo che vive a Bertiolo, un piccolo paesino del medio Friuli, con una passione: quella della fotografia.
Nel 2013 ho iniziato a lavorare presso un’azienda metallurgica che opera in tutto il mondo.
Con il primo stipendio volevo soddisfare un mio sfizio, invece ho dovuto spenderlo per sistemare la caviglia che mi ero storto, ma questa è un’altra storia.
Con il secondo stipendio quindi ho pensato:”cosa potrei fare di così importante che possa segnare la mia vita?”.
Ho rischiato. Avevo scattato le prime foto alla mia moto con la reflex di una mia cara amica solo nel novembre del 2012, ottenendo risultati più che osceni da parte mia. Quindi mi sono imposto di rischiare e comprare una reflex.
I miei genitori erano ovviamente contrari a tutto ciò, dicendomi di pensare bene a quello che stavo facendo, che sarebbero stati solo soldi buttati via e che prima o poi mi sarei stufato.
Ho deciso di farlo principalmente per sfidare me stesso e vedere se ero in grado di fare qualcosa, e poi per dimostrare ai miei genitore il loro torto.
Arrivò quindi il giorno in cui tornai a casa con una borsa con dentro una scatola. La MIA prima reflex. Mi comprai la entry level per eccellenza. Una Nikon D3200 con un 18-105mm.
Passai i primi mesi a girare in bicicletta assieme alla mia reflex e setacciare tutti i campi dietro casa mia per coglierne diversi punti di vista. In realtà sono tutte una serie di foto banali che ritenevo fantastiche, ma che comunque mi iniziavano a far capire come funzionava questo complesso strumento.
Man mano iniziavo a capirne qualcosa di più, finché ho scoperto Instagram per la sua vera forma. condivisone di fotografie e idee. E’ stato come aprire un portone sul mondo della fotografia. Un calderone di stili che giravano in internet, e a me bastava sceglierne uno e approfondirlo.
Così ho iniziato con qualcosa che si avvicinava di più ai miei interessi: i paesaggi. Questa scelta derivò molto dal mio carattere introverso. Non ero troppo adatto a stare in mezzo alla “gente” (a dire il vero nemmeno adesso, ma cerco di fare qualche sforzo). Un po’ alla volta ho iniziato a fotografare davvero, cercando di migliorare me stesso e anche le mie attrezzature, comprandomi un’obiettivo fisso. IL 35mm 1.8 che adesso come adesso ritengo sia il mio obiettivo preferito. con questo obiettivo ho iniziato a vedere le cose in maniera diversa. Profondità, luci, dimensioni. Il fatto di non avere uno zoom all’inizio mi penalizzava. Poi ho scoperto una cosa: “Se la foto non è buona, vuol dire che non eri abbastanza vicino.” (Rober Capa). Con questo obiettivo potevo avvicinarmi un sacco alle cose e coglierne dettagli che prima non vedevo. Nonostante questo ho continuato a fotografare paesaggi e devo dire che il 35mm dava un tocco in più ad ogni foto. Poi, nell’invero del 2015, ho conosciuto le doti fotografiche di una mia amica. Assieme a lei ho iniziato a girare più in largo. Non solo vicino casa, bensì ai limiti della regione, raggiungendo mete “idilliache” per noi friulani, una tra le tante, Fusine. Intanto su instagram continuavo a pubblicare delle mie foto, ad ottenere un discreto seguito di followers e persone interessate ai miei scatti. Tramite Instagram ho avuto modo di conoscere moltissime persone e poter cogliere dalle loro foto quello che mancava nelle mie cercando di impararlo, magari sperimentando più e più volte la stessa foto in periodi diversi.
Un dettaglio che non ho ancora esposto è che non ho mai preso parte ad un vero corso di fotografia. Quello che so l’ho imparato tramite esperienze apprese autonomamente o consigli dati da fotografi più esperti. Questa cosa mi piace sottolinearla perché mi permette di sentire di più le foto che scatto. Le sento più mie.
Ritornando alla mia storia. Con il tempo mi sono accorto che la mia D3200 iniziava ad essermi stretta così acquistai una macchina un po’ più seria. Una D7000. All’inizio mi trovai disorientato da tutti quei bottoni e numeri che prima non avevo, ma dopo una settimana di utilizzo era diventata la mia nuova casa. Il tempo per fotografare era sempre quello. Sfruttavo (e tutt’ora sfrutto) appieno i miei week end.
Con il tempo le esigenze ed i bisogni sono cambiati. Ho compiuto un investimento ulteriore e ho comprato un’altro corpo macchina (vendendo prima un po’ del materiale accumulato) e trovando un feeling assolutamente perfetto con quest’ultimo.
Ho iniziato anche a fotografare meno ed osservare di più. Secondo me è la cosa migliore da fare. Osservare di più e comprendere le cose più a fondo, viverle, come sto vivendo ancora appieno questa mia avventura fotografica.
Quello che mi aspetto è di poterla portare avanti il più possibile cercando di fare quello che mi piace, un po’ come un sogno che man mano si concretizza, per poi arrivare ad un punto, guardarmi alle spalle ed essere soddisfatto della strada che ho percorso, tanta o poca che sia.

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